Seleziona una pagina

L’obiettivo dell’incontro in programma il 26 novembre p.v. parte dall’esperienza e dal vissuto delle imprese associate che vivono di regole, obiettivi e profitti.

Oggi il lavoro cambia: delocalizzazione, destrutturazione del luogo di lavoro (pensiamo allo smart working), inserimento di nuove tecnologie, invecchiamento della popolazione, fenomeno spinto della immigrazione/emigrazione, la maggiore interazione uomo/macchina. Il modo di lavorare deve essere rivisto.   

Dal punto di vista della sicurezza riteniamo che le normative attualmente in vigore debbono essere aggiornate in quanto tarate su un vecchio sistema produttivo e organizzativo ormai non più attuale. Da tempo si chiede un aggiornamento al testo del D.Lgs. 81/2008; non si tratta di riscriverlo, ma di adattarlo alle nuove esigenze.

 

Riteniamo necessario che l’approccio alla prevenzione passi attraverso la:

– Cultura aziendale (la sicurezza come valore imprenditoriale);

– Cultura dei lavoratori (sui comportamenti sicuri);

– Cultura del legislatore (garante di un sistema normativo rispettoso dei principi di legalità, tassatività e certezza del diritto);

– Cultura dell’interprete (garanzia della uniformità dei criteri e dei principi costituzionali).

 

Da un punto di vista tecnico-operativo, riteniamo che la prevenzione deve tenere conto:

  1. della valutazione dei rischi, alla luce dell’innovazione tecnologica;
  2. della conoscenza, alla luce di un nuovo modo di comunicare;
  3. della forza lavoro, alla luce del cambiamento demografico dovuto anche all’invecchiamento della popolazione.

In merito al punto 1 – innovazione tecnologica pensiamo:

– alla introduzione di nuove materie prime, nuove attrezzature di lavoro, nuovi metodi di lavoro;

– alla 4° rivoluzione industriale con “Industry 4.0”: connessione tra sistemi fisici e digitali, ottimizzazione di prodotti e processi produttivi, richiesta di maggiore flessibilità, velocità, produttività, qualità, competitività;

In merito al punto 2 – comunicazione:

– conoscenza delle procedure di lavoro e addestramento costante del personale (soprattutto per interventi saltuari o eccezionali);

– coinvolgimento degli RLS, ma anche di tutti i lavoratori;

– comunicazione efficace, più operativa e meno didattica soprattutto se ho lavoratori con una scolarizzazione molto diversificata, con differenza di età, di nazionalità straniera, adozione di contratti atipici;

In merito al punto 3 – cambiamenti demografici dobbiamo riflettere alla:

-presenza sempre più numerica di lavoratori con età elevata;

-allungamento dei tempi di esposizione al rischio;

-capacità dell’individuo ad adattarsi ai cambiamenti tecnico-organizzativi (maggiori e più frequenti);

-aggiornamento professionale continuo. 

In questa prospettiva va contestualizzato il workshop ““La sicurezza dal corpo alla mente: il valore della Safety Leadership”, che approccia il tema della sicurezza sotto una luce nuova, più persuasiva dei molteplici aspetti che come visto sono collegati a questa disciplina.

Ma la vera novità, è inquadrare la sicurezza come un vero e proprio elemento di produttività anche attraverso il miglioramento del clima aziendale. 

Articolo realizzato da Giacomo Borselli, Esperto sulla Sicurezza presso Confindustria Firenze